u n i f e r . i t
 
Viale S.Lavagnini 58 - 50129 Firenze (Italy)
Tel. +39 055 235.3624
 

E-MAIL



 

Notiziario

Anno 2018 - Numero 151

scarica il documento



1 - Articolo di Informazione generale
2 - Riunione degli Organi di Normazione
2.1 Commissione Centrale Tecnica UNI
2.2 Riunione CEN/TC 256
2.3 Riunioni CT 050
3 - Informazioni sulla Normativa Tecnica pubblicata

Allo scopo di favorire una maggiore diffusione tra i nostri Soci del “Notiziario” si prega di comunicare i nominativi e relativi indirizzi e-mail a cui inviarlo direttamente.

A tal fine ricordiamo la e-mail dell’UNIFER: unifer@dada.it



1.
ARTICOLO DI INFORMAZIONE GENERALE

1.1 Breve storia delle ferrovie in Italia

1839 - 1905 Dagli inizi fino alla entrata in scena delle Ferrovie dello Stato

Le strade ferrate in questo lungo arco di anni compirono la loro vicenda pionieristica, conseguendo il fondamentale risultato di mettere in comunicazione gli Italiani, rappresentando nello stesso tempo, nell’immaginario collettivo, l’emblema dell’unità nazionale.

Tanti simboli dell’Italia in sviluppo furono legati alle ferrovie, come la linea “Porrettana” (1864), che per la prima volta valicava l’Appennino, vincendo l’aspra e spesso infida orografia della penisola.

Da parte di storici e studiosi di ferrovia si suole indicare in questo periodo quattro realizzazioni come vanto delle ferrovie italiane, anche a livello internazionale, cioè:

  • Il primo ponte di collegamento tra Mestre e la Laguna di Venezia

  • Locomotive dette “Mastodonti dei Giovi”

  • Traforo del Frejus

  • Locomotiva “Mucca” (Gruppo 670)

Le ferrovie fino all'unificazione

3 ottobre 1839: si inaugura la Napoli-Portici, la prima linea ferrata della penisola. Al di là del primato di questo tratto però, il Regno delle Due Sicilie non assunse una funzione di guida delle costruzioni ferroviarie, limitate a poche decine di chilometri diluiti in circa 20 anni.

I veri sintomi della febbre per le nascenti ferrovie si manifestarono altrove, in Lombardia (costruita in soli 10 mesi col progetto e la direzione lavori di un italiano, l’ing. Giulio Sarti, la seconda ferrovia italiana fu la Milano-Monza) e, soprattutto in Toscana, la quale, dopo la Livorno-Firenze, vide la realizzazione di numerosi collegamenti tra capoluoghi. Nel Lombardo-Veneto la questione ferroviaria assunse aspetti complessi, con gli scontri sulla realizzazione del progetto della Milano-Venezia, ostacolati da ritardi sulla scelta del tracciato.

Più tarda e tuttavia più intensa fu la politica ferroviaria piemontese. La monarchia sabauda sviluppo’, come una ipsilon, una rete congiungente il porto di Genova con Alessandria e Torino da una parte e con Novara dall’altra.

In questa epoca pionieristica un’opera in particolare va segnalata: il primo ponte di collegamento tra Mestre e la Laguna di Venezia. Il ponte, lungo 3.477 metri, era composto da 234 arcate, ad un solo binario, con marciapiede per i pedoni. Il materiale di costruzione era il larice del Cadore, pietra istriana, mattoni. Il regolare esercizio tra Venezia e Vicenza ebbe inizio nel gennaio 1946.

Al 1848 le linee costruite si estendevano per circa 500 chilometri.

Le prime organizzazioni strutturate delle ferrovie italiane

All’atto dell’unificazione (17 marzo 1861) il sistema di strade ferrate constava di circa 2.700 chilometri. Mentre per la Pianura Padana e il centro, almeno fino all’altezza di Ancona esisteva un’ossatura compiuta, l’infrastruttura ferroviaria nel Meridione era quasi assente.

Il Regno d’Italia ereditò dai governi preunitari una situazione confusa che vedeva ferrovie statali in Piemonte e nel Napoletano coesistere con linee interamente affidate ai privati e non mancavano i casi intermedi di proprietà pubblica ed esercizio delegato a Società concessionarie. Ai primi anni dopo l’unificazione circa quindici erano le Compagnie ferroviarie attive.

Una preoccupazione prevalente dei nuovi progetti di costruzione linee era cercare da una parte di creare un sistema organico e razionale delle ferrovie e dall’altro di attenuare il malessere del Mezzogiorno, afflitto da una situazione economica critica e dalla piaga del brigantaggio.

Il piano delineato intorno agli anni ‘60 constò in sintesi di 6.000 chilometri di ferrovia, che privilegiano i collegamenti nord-sud lungo le coste, secondo un disegno perimetrale della penisola. Nel 1865 è aperta anche la longitudinale adriatica, fino a Brindisi, essendo la sua urgenza dettata anche dal dover assicurare all’Italia il passaggio della “Valigia delle Indie”, convoglio ormai lontano nel tempo, ma molto famoso, il cui itinerario italiano costituiva una delle parti terrestri del collegamento ferro-marittimo Londra-Bombay.

Nel 1871 venne aperto il traforo ferroviario del Frejus di 13,636 chilometri. La notizia fece clamore in Italia mentre passò quasi inosservata in Francia: si stava infatti combattendo la guerra franco-prussiana con risultati disastrosi per le armate francesi. Ma l’opera era straordinaria e costituiva il primo traforo assoluto della catena alpina.

Molto del materiale ferroviario arrivava dall’estero ed anche buona parte delle iniziative ferroviarie su territorio italiano furono ispirate e condotte da capitali esteri. Esistevano tuttavia anche modelli nazionali, come la Sampierdarena, prima locomotiva a vapore progettata e costruita nel regno di Sardegna, che uscì dalle officine dell'Ansaldo nel 1854. Nel 1850, i lavori in corso sulle rampe dei Giovi, per la costruzione della linea Genova – Torino, furono visitati da Robert Stephenson, ritenuto massima autorità in materia, il quale escluse la possibilità di impiegare macchine in aderenza naturale, proponendo di usare un sistema a funi con contrappeso, causa le pendenze (35 per mille) di quella linea.. Su ispirazione di tecnici italiani, fra cui il famoso Germano Sommeiller, che di li’ a poco sarebbe stato fra gli artefici di brillanti soluzioni tecniche al Frejus, vennero predisposte le locomotive denominate “Mastodonti dei Giovi”, nelle quali la soluzione ai problemi della necessità di aumento della potenza era data dall’essere costituita da due locomotive-tender articolate ottenute accoppiando dal lato del forno due macchine a due assi e ad aderenza naturale, scelta che poi si rivelò vincente.

Nel 1865 venne emanata la legge voluta anche dal Ministro delle Finanze Quintino Sella, cosiddetta “Legge dei Grandi Gruppi”, con la quale lo Stato si proponeva, per favorire un ulteriore sviluppo ferroviario e industriale, di accorpare le numerose ma piccole società ferroviarie, esistenti soprattutto al nord ove la rete era più estesa, affidando le linee principali a poche compagnie

  • Società per le Strade Ferrate dell’Alta Italia

  • Società per le Strade Ferrate Romane

  • Società per le Strade Ferrate Meridionali

  • Società per le Strade Ferrate Calabro-Sicule

Le ferrovie fino al periodo delle “Convenzioni”

Alla fine dei primi venticinque anni di Italia unitaria vi fu lo sviluppo di trasversali appenniniche, sfida tecnica ed economica rimarchevole. Si trattò di una fase espansiva delle costruzioni ferroviarie, che interessò, oltre che la già citata zona appenninica, anche il Sud, le Isole e pure il Centronord, come articolazione più capillare delle reti già esistenti.

Il più vistoso cambiamento delle città dell’Ottocento di questo periodo fu rappresentato dall’arrivo della ferrovia, che permise ai centri urbani di mettersi in diretta e continua comunicazione con le proprie campagne, con i porti e con altre città. Le stazioni ferroviarie assunsero una funzione simile a quella svolta in precedenza dai porti, e non dovevano mancare di reggere il confronto con i più sfarzosi palazzi pubblici e privati di epoche precedenti. La realizzazione di nuove stazioni fu intensa: nel 1866 Napoli Centrale, Torino Porta Nuova nel 1868, Genova Piazza Principe e Roma Termini nel 1870. Trasformazioni di ambito non circoscritto dovute all’avvento della ferrovia riguardarono l’avvio delle colture e produzioni agricole specializzate al Sud, dal vino agli agrumi, agli ortaggi, destinati dapprima al mercato francese, poi a quello tedesco e più tardi a quello interno delle regioni del Nord a più alto tasso di consumi privati.

Dal 1879 al 1885 (anno in cui si darà una sistemazione meno provvisoria all’esercizio) si risente però anche una situazione confusionaria nelle nuove costruzioni. Si cerca di porvi rimedio delegando il compimento dei lavori alle società incaricate dell’esercizio. Sotto questo profilo, la rete è suddivisa in due grandi sezioni longitudinali, la tirrenica e l’adriatica e in quella autonoma delle linee siciliane. A ciascuna delle sezioni corrisponderà, ratificata in seguito, una società: le Meridionali per il versante adriatico e la Mediterranea, un nuovo organismo a capitale prevalentemente nazionale, per il versante tirrenico. Completavano il quadro la Rete Sicula e Sarda, la prima delle quali, a capitale locale, fu diretta da Riccardo Bianchi, destinato ad essere il primo Direttore delle Ferrovie Statali. Le Convenzioni dunque regolarono i rapporti tra Stato e Società private, con queste ultime che provvedevano alla sola gestione tecnico-finanziaria di una rete statale. Esse furono approvate il 6 marzo 1885, a quel tempo sul territorio italiano esistevano, dopo l’intervento dello Stato sulle Ferrovie Meridionali e su altre a carattere privato, queste Reti:

  • Rete Adriatica

  • Rete Mediterranea

  • Rete Sicula

Le linee concesse a dette Società, distinte in principali e secondarie, ebbero uno sviluppo di 8.510 chilometri. Il nuovo ordinamento prevedeva che la vigilanza sulle costruzioni e sull'esercizio, fosse assunta dal Ministero dei Lavori Pubblici, a mezzo di un Ispettorato Generale delle Ferrovie. Da notare che la Rete Adriatica altri non era che la Società per le Strade Ferrate Meridionali, la quale, creata nel 1862 dal conte Pietro Bastogi, durò fino al 1906, risultando la più longeva delle grandi società private ferroviarie italiane.

Il panorama internazionale ferroviario vide in quegli anni un importante sviluppo: Il 5 giugno 1883 inizia il servizio dell’Orient Express lungo la linea Parigi – Costantinopoli. La sua origine e la sua storia fu scritta dal belga Georges Nagelmackers che nel 1867 dopo un lungo viaggio negli Stati Uniti, ebbe l’idea di applicare anche in Europa più elevati livelli di comfort. Le carrozze viaggiatori all’epoca non prevedevano infatti gli scompartimenti come oggi, quindi Nagelmackers, conscio che l’utenza europea richiedeva ben altro standard, progettò una carrozza con corridoio laterale e cabine chiuse disposte in serie, in modo da realizzare scompartimenti riservati, aggiungendo carrozze di soggiorno e, successivamente, ristorante.

Le ferrovie alla fine del Diciannovesimo secolo e la nascita delle Ferrovie Statali

Nelle intenzioni statali, oltre al riordino strutturale, il nuovo assetto delle Convenzioni avrebbe dovuto essere accompagnato da un concomitante sviluppo finanziario. Il capitale delle reti avrebbe dovuto crescere del 3,5% all’anno, ma il sistema non raggiunse il suo scopo, poiché il traffico non progredì nella maniera auspicata, anche a causa dal ciclo di depressione economica degli anni dopo il 1885. L’incremento ci fu, ma inferiore al previsto e questo fece saltare i calcoli ed indusse le Compagnie a richiedere un aggiornamento dei patti e a risparmiare in tutti i settori, dal personale alla manutenzione di materiale e linee, generando un forte malcontento. I problemi, dopo le Convenzioni, iniziarono già nei primi anni e si protrassero causando continui esborsi finanziari da parte dello Stato.

Ci si avviò così verso una razionalizzazione dei piani di incremento della rete: si costruì solo laddove si individuava una potenziale necessità. Notevoli nel periodo l’apertura della “succursale dei Giovi”, nuovo collegamento attraverso gli Appennini col porto di Genova, il completamento della Salerno-Reggio Calabria lungo la litoranea tirrenica e in particolar modo il traforo del Sempione, iniziato nel 1897 per poi essere completato nel 1906. Valorizzando anche la rete siciliana mediante l’adozione di ferry-boat, si registra con l’inizio del nuovo secolo un deciso sviluppo, che consente nel 1903 il recupero del record di traffico di vent’anni prima.

Con la fine del diciannovesimo secolo si assistette all’apertura della possibilità, incoraggiata anche dalla diffusione della trazione elettrica nei trasporti urbani, di far marciare i treni con l’elettricità invece che con il carbone.

Considerato che esisteva l’opzione di adottare diversi sistemi, fu deciso in un primo momento di sperimentare ciascuno dei tre sistemi discussi, precisamente il sistema ad accumulatori, quello a 650 V con la terza rotaia di alimentazione, infine il sistema a corrente alternata trifase 3.000 V 15 Hz. Il primo ottenne risultati poco soddisfacenti, il sistema a terza rotaia si dimostrò idoneo per servizi suburbani, mentre gli esperimenti condotti lungo le linee della Valtellina evidenziarono che il sistema trifase poteva essere convenientemente adottato su linee caratterizzate da traffico intenso e pesante. Esso, in periodi successivi ad opera delle FS, venne adottato estensivamente lungo linee di valico ed anche per trafori internazionali, dove la lunghezza delle galleria rendeva quanto mai difficoltoso per il personale e rischioso in generale l’utilizzo della trazione a vapore. La nascita ufficiale della trazione elettrica italiani si suole quindi far coincidere con l’apertura al servizio viaggiatori della Lecco – Colico – Sondrio, nel 1902, ad opera di treni a trazione trifase.

Il Gruppo 670 fu una realizzazione tecnica d’avanguardia della Rete Adriatica, il cui ufficio studi progettò, per ottenere un aumento della potenza, una locomotiva con il forno sopra ad un carrello portante a tre assi,che divenne il carrello di guida anteriore. Il senso di marcia era quindi a cabina avanti, con ottima visibilità. Il carbone trovò posto in apposite casse laterali ai lati della caldaia ed il tender si ridusse ad un carro serbatoio a tre assi. La locomotiva venne presentata all'Esposizione Universale di Parigi del 1900, rimorchiando dieci carrozze, per un peso totale di 130 tonnellate, alla elevata velocità di 126 chilometri/ora.

Destò quindi grande interesse e accese anche tante discussioni fra i tecnici dell’epoca.

In una situazione generale di grave scontento riguardo al servizio ferroviario, causa anche il generale stato di obsolescenza del materiale rotabile, il progetto giolittiano della statalizzazione trovò ampi consensi e giunse a maturazione in tempi brevi. Il primo luglio 1905 fu costituito il nuovo Ente, denominato Ferrovie dello Stato, sotto la responsabilità del Ministero dei lavori Pubblici. Esso prese in gestione circa 13.000 chilometri di linee, dei quali 2.000 a doppio binario. Il materiale rotabile consegnato dalle tre Compagnie non era in buono stato: nel 1905 le Ferrovie dello Stato avevano una dotazione di 2.664 locomotive appartenenti a ben 102 gruppi differenti, 52.778 carri merci e 6.985 carrozze viaggiatori, per le quali si decise di adottare il colore verde scuro già in uso sulla Rete Adriatica, meglio noto all’epoca come “verde vagone”. Poche decine di carrozze erano dotate di carrelli e costruite nell’ultimo quinquennio, mentre la gran parte erano di tipo antiquato, prive di intercomunicanti, dotate di cinque o sei piccoli scompartimenti, in gran parte con illuminazione ad olio e senza riscaldamento.

(fine 1^ parte)

2 RIUNIONI DEGLI ORGANI DI NORMAZIONE

2.1 Riunione della Commissione Centrale Tecnica del 08/03/2018

ORDINE DEL GIORNO

1. Apertura riunione

1.1 Approvazione dell’Ordine del Giorno

1.2 Approvazione resoconto riunione precedente (Milano, 9 novembre 2017)

1.3 Comunicazioni del Presidente

2. Direttive generali

2.1 Linee Politiche UNI triennio 2017-2019 – Sviluppo Grandi Temi: ruolo della CCT

3. Tematiche di competenza della CCT

3.1 Analisi esito consultazione sul tema “Industria 4.0”

3.2 Analisi esito consultazione sul processo di conversione delle Prassi di Riferimento in norma UNI e relativo coinvolgimento degli Organi Tecnici

3.3 Verifica ambiti di competenza degli Organi Tecnici UNI

3.4 Disponibilità dei testi dei progetti di norma nazionale in CCT

4. Attività della Direzione Normazione UNI

4.1 Revisione quinquennale norme nazionali

4.2 Monitoraggio Programma di Normazione nazionale (Reg. 1025/2012)

5. Aggiornamento attività CEN e ISO 6. Varie ed eventuali

RELAZIONE SINTETICA

VIGONE dà il benvenuto ai presenti e li ringrazia per essere intervenuti.

Punto 1.1 dell’O.d.G. Approvazione dell’ordine del giorno Approvato senza modifiche.

Punto 1.2 dell’O.d.G. Approvazione resoconto riunione precedente (Milano, 9 novembre 2017) VIGONE informa che l’unico commento pervenuto è stato risolto positivamente. Pertanto, il resoconto viene approvato senza modifiche.

DELIBERA CCT N. 1/2018 Approvazione resoconto riunione precedente (doc CCT N 271)

In considerazione del fatto che il commento pervenuto è stato risolto positivamente, nonché in assenza di commenti in riunione, il resoconto della riunione del 9 novembre 2017 (doc CCT N 271) viene approvato senza modifiche e diviene pertanto definitivo.

Punto 1.3 dell’O.d.G. Comunicazioni del Presidente VIGONE ringrazia l’ing. Lensi (Direttore Generale UNI) per la sua presenza nella fase iniziale della riunione e gli cede la parola.

LENSI ringrazia e fornisce alcune indicazioni sulle tematiche di maggior rilevanza che stanno caratterizzando l’attività dell’Ente.

In particolare, segnala la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.lgs. 223/2017 (vd. ALLEGATO 1) sull’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento UE 1025/2012, e richiama l’attenzione sul riconoscimento del ruolo dell’UNI come organismo nazionale di normazione italiano per i propri ambiti di competenza (e insieme a CEI e ISCOM per il settore delle telecomunicazioni) confermando quanto a suo tempo notificato alla Commissione Europea nel 2013. In prospettiva della crescita delle cultura della normazione da parte degli organi di governo, segnala altresì la rilevanza dell’informativa annua sull’uso del contributo che il MiSE dovrà fare al Parlamento. Infine, informa circa le nuove condizioni agevolate di abbonamento già definite per i PMI, artigiani, professionisti, per dare immediata concreta applicazione al principio dell’accessibilità alle norme previsto dal decreto per particolari categorie di soggetti.

LENSI ricorda, inoltre, che a seguito della riorganizzazione della Direzione Normazione UNI dal gennaio 2018 Galeotto svolge il ruolo di Direttore Normazione, inclusa la mansione di Segretario della CCT, Salerio è il Responsabile dell'Attività di Normazione Internazionale, al fine di far crescere il ruolo di UNI negli ambiti di normazione tecnica europea CEN ed internazionale ISO, mentre Galbiati è stato nominato Direttore Certificazione, per rafforzare la presenza del "Marchio UNI" sul mercato, nella collaborazione tra normazione, certificazione ed accreditamento.

I presenti esprimono unanime ringraziamento a GALBIATI per tutto quanto fatto nel suo ruolo di Segretario della CCT.

LENSI informa, infine, sui nuovi incarichi da lui assunti in ambito europeo, in particolare quello di Vice Presidente tecnico del CEN (e quindi Chairman del CEN/BT) e di Presidente della Task Force “Digital transformation”.

VIGONE ringrazia LENSI per l’intervento e per le informazioni fornite.

VIGONE comunica che il 19 febbraio 2018 si è tenuta la prima riunione del gruppo di lavoro del Consiglio Direttivo UNI incaricato di elaborare una proposta di revisione dello Statuto e del suo Regolamento attuativo, con l’obiettivo di stabilizzare la governance ed ampliare la partecipazione.

La Segreteria informa circa la recente iniziativa della Presidenza UNI di lancio della Community “Impresa 4.0”, finalizzata a favorire il dialogo e la collaborazione tra i diversi attori e le varie iniziative promosse sul tema, con l’intento di delinearne e approfondirne gli aspetti rilevanti, affermando al tempo stesso la centralità del sistema di normazione volontaria.

VIGONE ricorda, infine, che ai sensi dell’art. 3.5 del Regolamento CCT la partecipazione dei componenti della CCT alle sue riunioni è essenziale per garantire il necessario coordinamento delle attività e che la mancata partecipazione, senza giustificato motivo, ad almeno tre riunioni consecutive, può comportare la decadenza dalla Presidenza della Commissione Tecnica di appartenenza. La Segreteria farà un’analisi sulla partecipazione alle ultime riunioni, per le valutazioni del caso.

Con riferimento alla nomina/rinnovo di Presidenti di CT, si aggiorna la situazione rispetto alla precedente riunione:

Nuove nomine

- UNI/CT 004 “Ambiente”, Piagneri dr. Paolo - UNI/CT 031 “Organi meccanici”, Zanolli ing. Stefano - UNI/CT 032 “Pompe e piccole turbine idrauliche”, Pasquini ing. Andrea - UNI/CT 035 “Protezione dei materiali contro la corrosione”, Ballerini ing. Roberto - UNI/CT 037 “Recipienti per il trasporto di gas compressi, disciolti o liquefatti”, Turchi ing. Paolo - UNI/CT 056 “Idrogeno”, Comotti ing. Paola

Rinnovi

- UNI/CT 002 “Acustica e Vibrazioni”, Garai prof. Massimo - UNI/CT 008 “Carta”, Savagnone dr. Fulvio - UNI/CT 023 “Luce e illuminazione”, Pagano dr. Fabio - UNI/CT 033 “Prodotti, processi e sistemi per l’organismo edilizio”, Lucchini prof. Angelo - UNI/CT 053 “Valvole industriali”, Brancaleoni dr. Maurizio Punto 2.1 dell’O.d.G. Linee Politiche UNI triennio 2017-2019 – Sviluppo Grandi Temi: ruolo della CCT Al fine di assicurare sintonia e coerenza tra le linee di sviluppo normativo e i Grandi Temi definiti nelle Linee Politiche UNI triennio 2017-2019, nell'ambito del ruolo e delle competenze della CCT [Regolamento CCT, art. 1, comma b) "vigila sui piani di lavoro delle singole Commissioni ... e ne coordina le iniziative tenendo in considerazione le indicazioni strategiche dettate dagli Organi Direttivi UNI"], in ambito Comitato di Presidenza CCT è stata impostata una mappatura degli Organi Tecnici UNI che delinea un possibile collegamento tra i Grandi Temi e gli ambiti di competenza degli OT stessi, tenendo in considerazione sia le norme pubblicate sia i lavori normativi in corso.

Una volta completata, la mappatura fornirà un quadro di come l’attività di normazione del Sistema UNI si colloca rispetto ai Grandi Temi strategici dell’Ente. Per agevolare l’esercizio, è stato reso disponibile il dettaglio dei contenuti di ciascun obiettivo ONU.

Fermo restando gli ambiti di competenza attribuiti dalla CCT, a ciascun Presidente di CT viene chiesto di evidenziare (entro martedì 15/5) le connessioni tra la commissione presieduta e gli Obiettivi di Sostenibilità ONU raccolti nei Grandi Temi.

DELIBERA CCT N. 2/2018 Mappatura Organi Tecnici vs. Grandi Temi (Linee Politiche UNI triennio 2017-2019)

I Presidenti di CT sono invitati a trasmettere alla Segreteria, entro il 15 maggio 2018, le connessioni tra la CT presieduta e gli Obiettivi di Sostenibilità ONU raccolti nei Grandi Temi strategici dell’Ente, compilando il prospetto contenuto nel doc CCT N 307. In corrispondenza della CT presieduta, in ciascuna colonna (corrispondente ad un Grande Tema) dovrà essere indicato il numero del corrispondente Obiettivo ONU (riportato nell’intestazione di ciascuna colonna).

MATTANA ricorda che l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile ingloba i 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile nel programma d’azione ONU, per un totale di 169 traguardi. Una volta completata la mappatura degli Organi Tecnici UNI rispetto ai Grandi Temi strategici dell’Ente, sarà possibile fare un ulteriore approfondimento rispetto ai suddetti 169 traguardi. Punto 3.1 dell’O.d.G. Analisi esito consultazione sul tema “Industria 4.0” In occasione della riunione CCT del 20 novembre 2017, ai componenti della CCT era stato chiesto di inviare eventuali opinioni o criticità in ambito normativo sul tema “Industria 4.0”, per un successivo esame da parte del Comitato di Presidenza.

VIGONE esprime rammarico per i pochi contributi raccolti (uno, da Mattana).

È inteso che ciascun componente della CCT, in particolare i Presidenti di CT, dovrebbe fornire indicazioni circa le risposte di tipo normativo che le CT stesse intendono dare alle esigenze legate a Industria 4.0 nei settori di competenza.

Al fine di agevolare l’esercizio di analisi da parte delle CT, si conviene sull’opportunità che il Comitato di Presidenza CCT predisponga un questionario guidato da completare per ogni CT.

DELIBERA CCT N. 3/2018 Industria 4.0

Viene chiesto al Comitato di Presidenza della CCT di predisporre un questionario guidato per agevolare la raccolta di indicazioni circa le risposte di tipo normativo che le Commissioni Tecniche intendono dare alle esigenze legate a Industria 4.0 nei settori di competenza. Tale questionario sarà reso disponibile ai componenti della CCT, ai quali sarà chiesto di dare un riscontro entro 1 mese e mezzo.

Punto 3.2 dell’O.d.G. Analisi esito consultazione sul processo di conversione delle Prassi di Riferimento in norma UNI e relativo coinvolgimento degli Organi Tecnici Con Delibera CCT N. 7/2017, i componenti della CCT erano stati invitati a inviare commenti e suggerimenti sul processo di coinvolgimento degli organi tecnici nelle fasi di sviluppo delle prassi di riferimento e della loro trasformazione in norma.

VIGONE esprime rammarico per i pochi contributi raccolti (uno, da Moroni).

GALEOTTO sottolinea la rilevanza della consultazione pubblica alla scadenza del periodo di vigenza delle PdR, il cui esito positivo è di fatto la conferma da parte del mercato della necessità di avere un riferimento normativo sull’argomento. L’Organo Tecnico competente è pertanto tenuto a prendere atto di tale manifestazione di interesse e a verificare la rappresentatività dei soggetti in esso coinvolti.

Stante il carattere di interdisciplinarità di molte delle proposte di avvio di attività su nuove Prassi di Riferimento, è opinione comune che sia opportuno il coinvolgimento del Comitato di Presidenza CCT nella fase di istruttoria. I componenti della CCT saranno poi informati sulle nuove proposte e sull’avvio delle procedure di consultazione pubblica.

DELIBERA CCT N. 4/2018 Prassi di Riferimento

I componenti della CCT convengono sull’opportunità di un coinvolgimento del Comitato di Presidenza CCT nella fase di istruttoria di verifica preliminare con gli Organi Tecnici UNI sulle proposte di avvio di attività su nuove Prassi di Riferimento.

Punto 3.3 dell’O.d.G. Verifica ambiti di competenza degli Organi Tecnici UNI VIGONE evidenzia la criticità che talvolta si manifesta in alcune CT in merito ai rispettivi ambiti di competenza rispetto, per esempio, al riesame delle norme UNI nazionali (soprattutto quando ereditate da CT a suo tempo chiuse), alla gestione dei gruppi misti (soprattutto con il CEI), alla non omogeneità degli interfacciamenti di comitati CEN/ISO.

Fermo restando la distinzione tra “competenza” (degli organi tecnici) e “interesse” (degli stakeholder), si conviene sulla necessità di avviare, mediante il Comitato di Presidenza CCT, un’analisi per circoscrivere le suddette criticità e attuare le opportune azioni correttive.

In particolare, si conviene che il Comitato di Presidenza CCT avvii fin da subito un’azione di verifica preventiva delle proposte di interfacciamento CEN/ISO (istruttoria Direzione Normazione), prima che esse siano sottoposte alla CCT per formale approvazione.

DELIBERA CCT N. 5/2018 Interfacciamento comitati CEN/ISO

I componenti della CCT concordano che il Comitato di Presidenza CCT sia coinvolto nell’istruttoria per la definizione degli Organi Tecnici nazionali di interfaccia alle attività di normazioni avviate in ambito CEN e ISO, propedeutica al successivo iter di formale approvazione da parte della CCT.

Punto 3.4 dell’O.d.G. Disponibilità dei testi dei progetti di norma nazionale in CCT Nel corso della riunione di Giunta del 20 novembre 2017 era stato deciso che, in ottemperanza dello Statuto UNI (artt. 32 e 37), i progetti di norma UNI dovessero essere messi a disposizione della Commissione Centrale Tecnica per formale approvazione.

Fermo restando il principio riaffermato dalla Giunta, si conviene sull’opportunità che esso possa essere attuato rendendo disponibili i testi (opportunamente protetti) ai componenti della CCT che ne facciano richiesta alla Segreteria CCT.

È inteso che da tale operazione sono esclusi i testi delle norme ISO (peraltro coperti da copyright) da adottare come UNI ISO, per l’approvazione dei quali l’attribuzione di compito alla CCT, di cui all’art. 1, comma e), del Regolamento CCT (“delibera, su proposta della CT competente, l’adozione di norme ISO quali norme nazionali”), è da intendere come validazione di processo e non approvazione di contenuto (già approvato dall’organo tecnico competente in fase di FDIS).

DELIBERA CCT N. 6/2018 Disponibilità dei testi dei progetti di norma nazionale in CCT

I testi dei progetti di norma nazionale sottoposti alla CCT per formale approvazione, dopo l’Inchiesta Pubblica Finale (IPF), saranno resi disponibili ai componenti della CCT che ne faranno richiesta alla Segreteria CCT. Sono esclusi i testi delle norme ISO da adottare come UNI ISO.

FIAMENI sottolinea la necessità che i template di voto su ISOlutions (quesiti) siano resi coerenti alle nuove modalità operative. Punto 4.1 dell’O.d.G. Revisione quinquennale norme nazionali: analisi della situazione e azioni conseguenti Con riferimento alle norme UNI nazionali, si conviene sulla necessità di avviare un’analisi del parco normativo in vigore per assicurare che gli Organi Tecnici UNI riesaminino, al massimo entro 5 anni dalla pubblicazione o dalla loro precedente conferma o revisione, le norme UNI nazionali in vigore nel proprio settore di competenza, al fine di richiederne la conferma, la modifica o il ritiro [rif. Regolamento Sistema UNI, art. 2, comma b)].

Anche con riferimento a quanto già approfondito al punto 3.3, è inteso che, in alcuni casi, tale analisi comporterà necessariamente un riesame degli ambiti di competenza degli Organi Tecnici rispetto al campo di applicazione delle norme.

Mentre alle singole CT sarà chiesto di monitorare in continuo la situazione del parco normativo nazionale di propria competenza (con l’ausilio degli strumenti informatici a disposizione delle Segreterie delle CT), con cadenza annuale sarà presentato alla CCT un rapporto sulla situazione generale (per informazione e, se del caso, per le azioni necessarie).

DELIBERA CCT N. 7/2018 Revisione quinquennale norme UNI nazionali

Viene chiesto alle Commissione Tecniche di monitorare con continuità la situazione del parco normativo nazionale di propria competenza al fine di assicurarne la validità rispetto all’evoluzione dello stato dell’arte. Entro 5 anni dalla pubblicazione o dalla precedente

conferma o revisione, per le norme in vigore deve essere chiesta la conferma, la modifica o il ritiro.

Sul piano operativo, pur riconoscendo l’utilità di ispirarsi alle procedure vigenti nei contesti CEN e ISO, si conviene sull’opportunità di migliorarne l’efficacia, evitando di limitarsi a considerare la revisione quinquennale solo dal punto di vista temporale e non da quello della validità dei contenuti tecnici. Punto 4.2 dell’O.d.G. Monitoraggio Programma di Normazione nazionale (Reg. 1025/2012): analisi della situazione (18 mesi) e azioni conseguenti Con riferimento alle norme UNI nazionali, si sensibilizzano i Presidenti di CT affinché supportino le Segreterie Tecniche nel continuo monitoraggio del Programma di Normazione nazionale, per assicurare che la fase di sviluppo dei progetti di norma nazionale nei vari Organi Tecnici UNI si concluda entro 18 mesi dalla data di inizio lavori (rif. Regolamento Sistema UNI, art. 13), salvo deroghe concesse dalla CCT a fronte di richieste debitamente motivate da parte degli OT stessi.

DELIBERA CCT N. 8/2018 Programma di Normazione nazionale

I Presidenti di CT sono invitati a supportare le Segreterie Tecniche nel continuo monitoraggio del Programma di Normazione nazionale, per assicurare che la fase di sviluppo dei progetti di norma nazionale nei vari Organi Tecnici UNI si concluda entro 18 mesi dalla data di inizio lavori, previsti dal Regolamento.

Punto 5. dell’O.d.G. Aggiornamento attività CEN e ISO SALERIO riferisce in merito agli sviluppi dell’Action Plan concordato tra CEN e Commissione Europea in merito alla (mancata) citazione delle norme EN armonizzate in Gazzetta Europea, illustrando un prospetto di sintesi con il dettaglio per ciascuna singola direttiva (vd. ALLEGATO 2).

SALERIO informa, inoltre, circa le novità che saranno introdotte (dal 1° aprile) nelle modalità di coinvolgimento dei Consulenti, sia sul piano gestionale (non risponderanno più al CEN, bensì alla Commissione Europea) sia su quello operativo (il BT sta definendo una specifica guida per i TC).

SALERIO fornisce, altresì, un aggiornamento sugli sviluppi della Digital Transformation in attuazione in ambito CEN, che comporterà un’evoluzione sia dei processi di elaborazione delle norme sia delle modalità di fruizione dei contenuti (non più solo PDF statici, bensì formati digitali dinamici).

SALERIO relaziona, infine, sulla creazione di nuovi comitati tecnici CEN/ISO (vd. ALLEGATO 3). Punto 6. dell’O.d.G. Varie ed eventuali Nessun argomento proposto.

La prossima riunione è confermata per giovedì 28 giugno 2018, ore 10:30.

2.2 Riunione della Commissione CT 050 del 15/03/2018

ORDINE DEL GIORNO

1. Apertura della riunione e approvazione dell’O.d.G.

2. Approvazione del resoconto della riunione del 13 dicembre 2017

3. Comunicazioni del Presidente e della Segreteria

4. Modifiche alla struttura della Commissione:

Costituzione del nuovo Gruppo UNI/CT 050/SC 02/GL 02 "Prove in Linea dei Veicoli Ferroviari" - Approvazione definitiva nuova struttura

5. Progettazione e disponibilità per la realizzazione del dossier sul Trasporto guidato su ferro che verrà pubblicato nella rivista U&C dell'UNI.

6. Revisione periodica delle norme e delle specifiche tecniche di competenza della CT 050 (Vedere doc preparato da Segreteria e Viganò doc N90)

7. Programma di lavoro:

7.1 Approvazione revisione della UNI 7836:1978 preparata dalla SC 4 – relatore Viganò doc N91

7.2 Presentazione del form 1 del progetto “Metropolitane e tranvie - Documentazione di progetto e prove da eseguire sui rotabili di nuova costruzione o modificati - Normativa di riferimento”

7.3 Aggiornamento sul TR UNI1602865 “Linee guida per la progettazione dei sistemi di trasporto persone ad automazione integrale con trazione a fune” relaziona Vindigni/Dalla Chiara

7.4 Revisione UNI 11565 informazioni dalla Segreteria

8. Partecipazione alle prossime plenarie del CEN/TC 256 e dell'ISO/TC 269

9. Relazione esperti nominati nei WG CEN e ISO

10. Prossimi documenti in votazione ISO e CEN, preparazione della posizione italiana

11. Varie ed eventuali

DECISIONI

N° 1. Punto 1 dell’O.d.G.

L'ordine del giorno viene approvato con la richiesta di FADIN di inserire tra le varie aggiornamento della situazione UIC CEN CENELEC.

N° 2. Punto 2 dell’O.d.G.

Il resoconto della riunione dello scorso 13 dicembre viene approvato

N° 3. Punto 4 dell’O.d.G.

Modifiche alla struttura

La Commissione decide di:

  • Costituire il nuovo gruppo di lavoro UNI/CT 050/SC 02/GL 02 "Prove in Linea dei Veicoli Ferroviari" con il compito di redigere il documento Linee guida contenenti le modalità per l'organizzazione e l'esecuzione delle prove dei veicoli sull’infrastruttura ferroviaria

  • Chiudere il gruppo UNI/CT 050/GL 04 "Stazioni, fermate e linee per ferrovie, tranvie e metropolitane - Caratteristiche generali, geometriche e di impianto" in quanto non sussistono attività da diversi anni.

  • Chiudere anche la SC 5 UNI/CT 050/SC 05 "Carri e sistemi di trasporto ed imballaggio delle merci" per mancanza di attività.

Le modifiche saranno inviate alla CCT per la ratifica

Per quanto riguarda il primo incontro del costituendo UNI/CT 050/SC 02/GL 02 "Prove in Linea dei Veicoli Ferroviari" la segreteria proporrà una rosa di date agli esperti che segnaleranno la loro intenzione a far parte del gruppo. ROMEI nomina Riccardo Cheli come coordinatore del gruppo.

N° 4. Punto 5 dell’O.d.G.

La commissione accetta di collaborare alla realizzazione del dossier Trasporto guidato su ferro che verrà pubblicato nella rivista U&C dell'UNI

In linea di massima vengono attribuiti i seguenti incarichi.

La segreteria si farà carico degli assenti in riunione per sentire la loro disponibilità ed invierà le istruzioni contenenti modalità e tempi di consegna

---------------------------------------------------------------

Nota generale introduttiva ROMEI

La normazione ai fini della creazione di un unico spazio ferroviario europeo (SERA) Previati

Normativa ferroviaria e processi autorizzativi Finocchi

Valutazione della conformità delle norme alla legislazione Umiliacchi

Urban rail rapporto tra norme nazionali ed eu nel campo del trasporto urbano su rotaia Vigano'

Evoluzione della normativa sui rodiggi Lombardo

ISO/TS 22163 Sereni

Normazione ed Importanza dei componenti ferroviari – Linee guida su prove in linea Canetta

Ferrovie storiche e turistiche – Ferrocicli Sgarbi/Damiani

Funivie Vindigni

People mover Dalla Chiara

Interrelazione tra gli enti normatori ISO CEN CENELEC Accordo UIC /CEN CENELEC Fadin

Barriere acustiche Garai articolo già pronto

N° 5. Punto 6 dell’O.d.G.

Si incarica FINOCCHI di verificare quali tra le norme appartenenti alla Ex 15^ SC UNIFER siano ancora valide e quindi possano essere confermate e quali debbano essere cancellate se superate. La Segreteria invierà l'elenco completo con le modifiche effettuate in riunione.

N° 6. Punto 7 dell’O.d.G.

La segreteria invierà lettera formale per approvazione del progetto di revisione della UNI 7836:1978 Metropolitane e tranvie - Andamento plano-altimetrico dei binari" per l'invio all'Inchiesta Pubblica Finale

N° 7. Punto 8 dell’O.d.G.

La Commissione nomina come delegati:

al Plenary meeting del CEN/TC 256 il 2018-05-16/17 Stockholm l'ing Mauro FINOCCHI;

al Plenary meeting dell'ISO/TC 269 dal 2018-05-31/2018-06-01 London l'ing Roberto

PREVIATI.

N° 8. Punto 11 dell’O.d.G.

La prossima riunione si terrà 20 giugno 2018 a partire dalle ore 10.30 in UNI Milano.

RELAZIONE SINTETICA

Punto 1 dell’O.d.G.

ROMEI e PIGNATARO aprono la riunione salutando e ringraziando i presenti per la

partecipazione.

Al termine si procede come da DECISIONE N° 1.

Punto 2 dell’O.d.G.

Vedere DECISIONE N° 2.

Punto 3 dell’O.d.G.

ROMEI riferisce su quanto avvenuto nella recente riunione della CCT in particolare segnala l'interessante intervento dell'ing LENSI riguardo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.lgs. 223/2017 sull’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento UE 1025/2012, e richiamando l'attenzione del ruolo dell’UNI come organismo nazionale di normazione italiano per i propri ambiti di competenza confermando quanto a suo tempo notificato alla Commissione Europea nel 2013. Inoltre informa sulla riorganizzazione della Direzione Normazione UNI. Infatti da gennaio di quest'anno Galeotto svolge il ruolo di Direttore Normazione, inclusa la mansione di Segretario della CCT, Salerio è il Responsabile dell'Attività di Normazione Internazionale, e Galbiati è stato nominato Direttore Certificazione.

Industria 4.0 - Nella precedente riunione di CCT era stato chiesto di inviare opinioni o di segnalare criticità nell'ambito normativo sul tema di industria 4.0. Avendo ricevuto pochi riscontri è stato chiesto al comitato di presidenza della CCT di preparare un questionario guidato da completare per ogni Commissione.

Altro argomento trattato in CCT riguarda la Mappatura Organi Tecnici vs. Grandi Temi (Linee Politiche UNI triennio 2017-2019) ROMEI informa che è stata impostata una tabella per mappare le connessioni tra le commissioni tecniche e gli Obiettivi di Sostenibilità ONU raccolti nei Grandi Temi strategici dell’Ente. Una volta completata, la mappatura fornirà un quadro di come l’attività di normazione del Sistema UNI si colloca rispetto ai Grandi Temi strategici dell’Ente.

Informazioni dalla Segreteria riguardo alla richiesta UNINFO in merito alla proposta di redigere una Specifica tecnica di interoperabilità per il sottosistema “Applicazioni telematiche per il trasporto merci del sistema ferroviario dell'Unione europea”

Nota post-riunione La segreteria informa che ci sarà Prossimo incontro tra gli attori del sistema STI TAF/TAP - 17/04/2018

Punto 4 dell’O.d.G.

Modifiche struttura

Qui sotto le modifiche alla struttura della CT050 come appaiono secondo la DECISIONE N° 3.

UNI/CT 050 "Trasporto guidato su ferro"

UNI/CT 050/GL 01 "Prescrizioni di sicurezza delle installazioni di trasporto a fune"

UNI/CT 050/GL 02 "Contenitori per trasporti intermodali"

UNI/CT 050/GL 03 "Normativa ed impiantistica per i passaggi a livello"

UNI/CT 050/GL 04 "Stazioni, fermate e linee per ferrovie, tranvie e metropolitane.

Caratteristiche generali, geometriche e di impianto"

UNI/CT 050/GL 05 "Ferrociclo"

UNI/CT 050/SC 01 "Materiali e macchine per la sede e per l'armamento ferrotranviario"

UNI/CT 050/SC 02 "Materiale rotabile e relativi equipaggiamenti"

UNI/CT 050/SC 02/GL 01 "Normativa Fuoco- Fumi"

UNI/CT 050/SC 02/GL 02 "Prove in Linea dei Veicoli Ferroviari"

UNI/CT 050/SC 04 "Materiale rotabile per trasporti urbani e suburbani (tranvie, metropolitane, ferrovie leggere)"

UNI/CT 050/SC 05 "Carri e sistemi di trasporto ed imballaggio delle merci"

Punto 5 dell’O.d.G.

La Segreteria informa che è stata l'opportunità alla CT 050 Trasporto guidato su ferro di

realizzare un dossier speciale sulla rivista U&C si tratta del 2 dossier dedicato, il primo era stato realizzato da ROMEI e FINOCCHI esattamente 10 anni fa. La segreteria metterà a disposizione il file pdf della prima pubblicazione.

Vedere DECISIONE N° 4.

Punto 6 dell’O.d.G.

La Commissione prende in esame il documento che raccoglie la revisione periodica delle norme e delle specifiche tecniche di competenza della CT 050 preparato da Segreteria e Viganò.

Al termine si procede come da DECISIONE N° 5.

Punto 7 dell’O.d.G.

Viganò presenta la nuova bozza di revisione UNI 7836:1978 oramai giunta alla conclusione ed informa che la SC 4 ha messo allo studio il nuovo progetto su “Metropolitane e tranvie - Documentazione di progetto e prove da eseguire sui rotabili di nuova costruzione o modificati - Normativa di riferimento”

Si conferma che è stata avviata la pratica di messa allo studio della versione inglese della UNI 11378:2017, che verrà pubblicata dopo emissione dell'errata corrige stessa.

Assente VINDIGNI la segreteria informa che il TR UNI1602865 “Linee guida per la progettazione dei sistemi di trasporto persone ad automazione integrale con trazione a fune” ha ricevuto commenti in fase di inchiesta pubblica finale che molto probabilmente verranno esaminati e risolti in un prossimo incontro del GL 1 coordinato dallo stesso VINDIGNI.

Per quanto riguarda la nuova revisione della UNI 11565, la segreteria informa che il gruppo UNI/CT 050/SC 02/GL 01 "Normativa Fuoco- Fumi" (coordinatore CECCHI) si riunirà il 19 marzo proprio per concordare il piano di revisione. Ulteriori informazioni seguiranno nei prossimi incontri.

Punto 8 dell’O.d.G.

La segreteria informa che PREVIATI è stato confermato come Chairman dell'ISO/TC 269 SC3.

Per quanto riguarda la partecipazione alle plenarie dei CEN/TC 256 e dell'ISO/TC 269 si procede come da DECISIONE N° 7.

Punto 9 dell’O.d.G.

Assente giustificato SERENI (esperto all'ISO/TC 269 WG 5) si segnala l'interesse di AICQ, Settore trasporto su rotaia, presieduto da Gianfranco Saccione, a raccogliere input presso i propri associati, al fine di contribuire alla revisione di ISO/TS 22163. La CT concorda di lasciare la prima sgrossatura dei commenti al gruppo AICQ.

Presente PICCHETTI relaziona Il CEN/TC 256 SC 1/WG 4 “Production and welding of rails”. Il gruppo si riunirà a Parigi il prossimo 6 settembre.

FADIN segnala che per quanto riguarda il WG 1 per la revisione EN 45545-2 alla prossima riunione come rappresentante di collegamento del TC 9x parteciperà FASOLI.

Inoltre informa che sono disponibili nel sito del CEI le interviste effettuate all'ing. Marmo, quale presidente CLC TC9X, all'ing. Cavaliere, quale Presidente CEI CT9 e all'ing. Umiliacchi, quale consulente CENELEC, e a lui stesso quale Presidente IEC TC9.

I video sono disponibili ai seguenti link:

https://ceimagazine.ceinorme.it/ceinormechannel/gianosvaldo-fadin-presidente-del-tc-9-iec/

https://ceimagazine.ceinorme.it/ceinormechannel/pietro-marmo-presidente-del-tc-9x-cenelec/

https://ceimagazine.ceinorme.it/ceinormechannel/franco-cavaliere-presidente-comitato-tecnico9-cei/

https://ceimagazine.ceinorme.it/ceinormechannel/paolo-umiliacchi-consulente-cenelec/

Punto 10 dell’O.d.G.

Nulla di critico da segnalare per altra documentazione, si ricorda agli esperti di votare i

documenti di competenza.

FADIN segnala di aver partecipato ai web meeting che hanno portato alla preparazione del documento di Cooperation Agreement CEN/CENELEC/UIC

Punto 11 dell’O.d.G.

La riunione si conclude alle 13.30 circa, la prossima riunione si terrà in UNI il 20 giugno a partire dalle ore 10,30 vedere DECISIONE N° 8

3. INFORMAZIONI SULLA NORMATIVA TECNICA PUBBLICATA DI RECENTE

3.1 Norme EN di interesse del settore ferroviario e funiviario recepite/pubblicate dall’UNI

UNI EN 15654-1 Applicazioni ferroviarie. Misurazione delle forze verticali su ruote e sale montate. Parte 1: Siti di misurazione in linea per veicoli in servizio

UNI EN 16922 Applicazioni ferroviarie. Servizi basati a terra. Attrezzatura di scarico delle acque reflue dai veicoli

UNI EN 1907 requisiti di sicurezza per gli impianti a fune progettati per il trasporto di persone. Terminologia

UNI EN 14478 Applicazioni ferroviarie. Sistemi frenanti. Vocabolario generico

UNI EN 16839 Applicazioni ferroviarie. Materiale rotabile. Disposizione degli organi di testata

UNI 11378:2017 Metropolitane. Materiale rotabile per metropolitane. Caratteristiche generali e prestazioni

Documento di uso esclusivamente interno destinato alla informazione dei Soci dell'UNIFER