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NOTIZIARIO
Anno 2011 - Numero 132
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Contenuto:
1 - Informazioni generali
2 - Riunione degli Organi di Normazione
- Commissione Centrale Tecnica
- Commissione UNI "Trasporto guidato su
ferro"
- Riunione CEN/TC 256
3 - Riunione degli Organi Centrali dell'UNIFER
4- Attività dell'UNIFER nel periodo 1/05/2011
- 31/08/2011
5-Informazioni sulla Normativa Tecnica
Allo scopo di favorire una maggiore
diffusione tra i nostri Soci del "Notiziario"
si prega di comunicare i nominativi e relativi
indirizzi e-mail a cui inviarlo direttamente.
A tal fine ricordiamo la e-mail
dell'UNIFER: unifer@dada.it
1. Informazioni Generali
1.1 A B C della Normazione
(2^ parte)
Le diverse forme di pubblicazione normativa
Cerchiamo di fare un po' di chiarezza tra le
diverse forme di pubblicazioni normative che
l'UNI è in grado di offrire al mercato
nazionale dall'inizio del 2004. Ma non era forse
più semplice quando c'erano solo le norme,
invece di introdurre specifiche tecniche e rapporti
tecnici? E le linee guida dove si pongono? Per
non parlare dei Workshop... Cominciamo a dare
alcune risposte.
Come già ampiamente descritto in questa
rubrica, con il termine "norma tecnica"
si individua un documento che specifica caratteristiche
di prodotti e di servizi, redatto su base consensuale
di parti interessate ad applicarlo volontariamente.
Nel corso degli ultimi anni, inizialmente in
sede internazionale ISO ed europea CEN, e all'inizio
del 2004 anche in UNI, si sono delineate delle
nuove forme di pubblicazioni normative, con
l'obiettivo di rispondere alle esigenze del
mercato.
Mettendo inizialmente da parte le singole definizioni
delle nuove forme introdotte, si possono individuare
genericamente i seguenti elementi che caratterizzano
le norme.
Principalmente, il contenuto, frutto della conoscenza
fornita dagli esperti dei Comitati Tecnici che,
con il proprio supporto volontario, definiscono
la rappresentazione dello stato dell'arte. Il
contenuto è caratterizzato generalmente
da un parte descrittiva in forma testuale, ma
si ricorre spesso a formule, prospetti e figure,
e talvolta anche a fotografie.
Poi vengono gli aspetti formali, conseguenti
all'applicazione delle regole della normazione
da parte delle segreterie tecniche, checaratterizzano
il valore aggiunto dagli enti di normazione.
Oltre a dare una struttura all'espressione del
contenuto, per esempio mediante il ricorso ad
un'articolazione in capitoli ed appendici, ci
si preoccupa di realizzare le copertine, le
premesse ed i riferimenti normativi.
Fondamentale risulta il processo di elaborazione,
evidenziato dal grado di consensualità
raggiunta, in termini di allargamento della
base di confronto e delle regole utilizzate
per l'approvazione. Così si possono avere
fasi successive di approvazione, da un Gruppo
ristretto di esperti ad una Commissione di delegati
in rappresentanza delle parti del mercato, da
inchieste allargate al pubblico esterno a voto
formale da parte di Stati membri, che interpretano
il consenso talvolta quale unanimità,
maggioranza assoluta o varie forme percentuali
di calcoli semplici o ponderati.
Le norme si possono anche classificare sulla
base della caratteristica che viene unificata
e si hanno allora norme terminologiche, norme
che descrivono processi, metodi di calcolo,
metodi di prova, norme che caratterizzano i
prodotti su base prestazionale oppure su aspetti
dimensionali. E così si potrebbe "normare"
una sedia descrivendone gli elementi che la
compongono, oppure illustrandone il processo
produttivo, o fornendo le formule di calcolo
per progettarla, o ancora stabilendo le metodologie
per sottoporla a verifiche, o infine, più
semplicemente, indicandone le misure per realizzarla.
Infine, ma non ultimo, le norme si distinguono
per il livello di cogenza che introducono.
Pur rimanendo nella sfera dell'applicazione
volontaria, tralasciando quindi i casi in cui
norme tecniche costituiscono dei riferimenti
per il legislatore, le forme verbali introdotte
nei testi delle norme conferiscono diversi livelli
di implicazione da parte degli utilizzatori.
Non ha ovviamente lo stesso significato una
norma che utilizza la forma prescrittiva del
"deve" rispetto a quella che impiega
la raccomandazione "dovrebbe"; così
come non è la stessa cosa fare riferimento
specifico ad un'altra norma rispetto a citare
la "prassi in uso corrente". Il contenuto
della norma può lasciare più o
meno alcuni gradi di variabilità e di
discrezionalità da parte di chi la applica;
è la differenza che esiste tra affermare
che "lo spessore della trave deve essere
di 5 mm" o "la trave deve essere in
grado di resistere ad un carico di 100 N",
oppure "la trave sotto sforzo, nelle condizioni
d'uso previste, deve garantire l'incolumità
delle presone". È così che
alcune norme sono redatte sotto forma di linea
guida, e ciò spesso è evidenziato
dal titolo che inizia proprio con "Linea
guida per...".
Non esiste una classificazione codificata delle
norme secondo gli elementi sopra descritti,
anche se, spesso, combinando il titolo, il sommario
e la premessa, si riesce ad individuare di che
tipologia di norma si tratta e da chi è
stata approvata. La forma più chiara
dichiarata in fase di approvazione è
se si tratta di una norma tecnica, di una specifica
tecnica o di un rapporto tecnico, perché
queste sono le tre forme di pubblicazione esistenti
in ISO, CEN ed UNI. Tutte sono caratterizzate
da un'elaborazione condotta nell'ambito delle
strutture tecniche tradizionali (Organi Tecnici
quali le Commissioni ed i Gruppi di lavoro).
La Norma tecnica nazionale
(UNI) è un documento tecnico ad applicazione
volontaria:
" elaborato e pubblicato sulla base di
una specifica procedura UNI;
" messo a punto consensualmente da tutte
le parti interessate che svolgono attività
a livello nazionale;
" che rappresenta lo "stato dell'arte"
di prodotti, processi e servizi.
La Specifica tecnica
nazionale (UNI/TS) è un documento tecnico
ad applicazione volontaria:
" elaborato e pubblicato sulla base di
una specifica procedura UNI;
" messo a punto consensualmente da parti
interessate che svolgono attività a livello
nazionale;
" che rappresenta uno "stato dell'arte"
non ancora consolidato di prodotti, processi
e servizi;
" che viene sottoposto ad un periodo di
verifica della validità.
Il Rapporto tecnico
nazionale (UNI/TR) è un documento tecnico
a carattere informativo ad applicazione volontaria:
" elaborato e pubblicato sulla base di
una specifica procedura UNI;
" messo a punto da parti interessate che
svolgono attività a livello nazionale;
" che descrive prodotti, processi e servizi.
È quindi chiaro che l'elemento che differenzia
maggiormente le forme di pubblicazione normative
sono il livello di consensualità raggiunta
da tutte le parti interessate nella definizione
condivisa dello stato dell'arte, sulla base
delle conoscenze acquisite e dell'esperienza
maturata. Si ricorre così alle norme
tecniche quando non ci sono difficoltà
di rappresentare all'unanimità ed univocamente
lo state dell'arte; si preferirà una
specifica tecnica al fine di consentire un periodo
di applicazione e di verifica della conoscenza;
si dovrà optare per un rapporto tecnico
per fare cultura normativa e descrivere diversi
approcci e prassi in uso.
Il cuore
della normazione
Abbiamo spiegato in precedenza il processo di
elaborazione e pubblicazione delle norme, nel
quale svolgono un ruolo centrale le Commissioni
Tecniche (o Comitato Tecnici, come vengono chiamati
all'estero). Tali organi rappresentano il cuore
della normazione, nella loro complessa articolazione
e nel difficile processo di sfruttamento delle
conoscenze tecniche di chi opera sui diversi
campi delle attività produttive. Ma come
si caratterizzano le Commissioni Tecniche?
Le Commissioni Tecniche hanno il compito di
predisporre ed elaborare i progetti di norma
tecnica nei settori di loro competenza. Ciò
significa che all'atto della loro costituzione
da parte della Giunta Esecutiva dell'UNI, su
proposta della Commissione Centrale Tecnica,
deve essere individuato un campo di applicazione,
riassunto in un titolo, in modo che sia chiaro
l'ambito di intervento, garantendo l'unicità
di competenza rispetto alle altre Commissioni
Tecniche già esistenti (in pratica, non
ci devono essere sovrapposizioni tra i campi
di applicazione).
In UNI, le Commissioni Tecniche hanno competenza
sugli argomenti attribuiti, nei diversi livelli
di intervento, nazionale, europeo od internazionale.
Nel quadro della loro articolazione, oltre ad
elaborare i progetti di norma nazionali, le
Commissioni Tecniche hanno quindi il compito
di seguire i lavori corrispondenti in sede CEN
e ISO, per mezzo di assegnazioni di legami con
i Comitati Tecnici (CEN/TC e ISO/TC) che operano
nel medesimo campo, definiti della Commissione
Centrale Tecnica.
Le Commissioni Tecniche sono composte:
" da un Presidente e da uno o più
vice Presidenti;
" dai rappresentanti designati dai Soci
dell'UNI, siano essi Aziende, Associazioni,
Istituti di istruzione secondaria e universitaria,
Istituti di ricerca, culturali e scientifici,
pubblici o privati;
" dai rappresentanti di altre Commissioni
Tecniche, degli Enti Federati, del CEI e delle
Amministrazioni dello Stato che dichiarino interesse
all'attività della Commissione;
" da un Funzionario Tecnico designato dalla
Direzione Tecnica dell'UNI.
L'Associazione all'UNI garantisce quindi la
partecipazione ai lavori normativi e ciò
costituisce oggi il principale servizio offerto
ai soci UNI.
Le Commissioni Tecniche elaborano i progetti
di norma inseriti nel proprio piano di lavoro,
definendone i contenuti tecnici, nel rispetto
delle regole internazionali della normazione
e delle procedure dell'UNI, che deve essere
garantito dal Funzionario Tecnico. Inoltre,
le Commissioni Tecniche definiscono la posizione
italiana da portare ai tavoli europei ed internazionali,
propongono le rappresentanze nazionali in seno
agli Organi Tecnici CEN e ISO, e predispongono
le risposte alle inchieste sui progetti prEN
e ISO/DIS.
Le Commissioni Tecniche, al fine di agevolare
lo svolgimento delle attività in caso
di settori particolarmente estesi, possono strutturarsi
in Sottocommissioni, costituite con gli stessi
criteri di rappresentatività e le stesse
regole previste per le Commissioni.
A loro volta, le Commissioni e le Sottocommissioni
possono costituire dei Gruppi di Lavoro, coordinati
da un membro dell'Organo Tecnico che ne ha promosso
la costituzione.
Nella concezione del CEN e dell'ISO, le Commissioni
e le Sottocommissioni svolgono un lavoro di
gestione organizzativa, procedurale e programmatica,
mentre ai Gruppi di lavoro è demandato
il compito di elaborare i progetti di norma
definendone i contenuti.
Il Funzionario Tecnico è tenuto ad assicurare
il corretto funzionamento della Commissione,
delle Sottocommissioni e dei Gruppi di Lavoro:
" garantendo la disponibilità di
tutta la documentazione nazionale ed internazionale
di competenza, necessaria all'attività
dell'Organo Tecnico; a tal fine UNI si è
dotato negli ultimi anni di un gestore di flusso
documentale che consente l'archiviazione elettronica
dei documenti e la trasmissione telematica degli
stessi per mezzo dello strumento UNIONE;
" assistendo il Presidente/Coordinatore
nella gestione delle riunioni; inizialmente,
nella fase di predisposizione degli argomenti
da porre all'ordine del giorno e, successivamente,
assicurando il seguito alle decisioni prese.
I tempi
(lunghi?) della normazione
"Ma quanto ci mettono a pubblicare una
norma?" è una domanda ricorrente.
Ma sarebbe già più corretto chiedersi
"quanto ci mettono a pubblicare oltre 1200
norme all'anno, gestendo un processo consensuale
di oltre 500 gruppi di lavoro e migliaia di
esperti?". Cerchiamo di capire perché
è difficile conciliare la velocità
con la consensualità.
La critica maggiore che viene rivolta al mondo
della normazione risiede nei tempi lunghi di
elaborazione e di pubblicazione delle norme.
Non si riesce a capire come mai talvolta ci
vogliono più di cinque anni affinché
un documento di poche decine di pagine veda
la luce.
Infatti, una persona ben preparata su un argomento
tecnico è in grado di redigere una specifica
di prodotto o un metodo di prova in qualche
decina di ore. Il fatto è che la norma,
come più volte descritto in questa rubrica,
fornisce un valore aggiunto rispetto a qualunque
altra specifica tecnica: è il frutto
del consenso di tutte le parti interessate;
e più sono le parti e più è
difficile metterle d'accordo. Ciò giustifica
l'arduo lavoro degli Enti di Normazione, che
riescono a trovare il punto di equilibrio nell'accordo
fra le parti e procedere passo-passo alla stesura
finale della norma. È inevitabile che
questo processo costi fatica e tempo, proprio
per garantire che il documento immesso sul mercato
rappresenti lo stato dell'arte da tutti i punti
di vista.
Proviamo a fare due conti, ricordando che ogni
processo di elaborazione normativa passa attraverso
quattro fasi principali.
All'inizio, con la messa allo studio, una prima
idea di lavoro normativo deve essere condivisa
dall'intera filiera economica. Elaborando uno
studio di fattibilità, dove si evidenziano,
le parti interessate, la dimensione dei mercati,
le criticità che si possono incontrare,
le condizioni al contorno (economiche, sociali,
politiche), le specifiche già esistenti
(aziendali, regionali, internazionali). Più
è vasta la dimensione dell'intervento
più si deve trovare una condivisione
d'intenti; ed è così che a livello
europeo ed internazionale si effettuano delle
inchieste tra tutti gli Stati membri, che a
loro volta devono sondare gli interessi nazionali,
con un processo di doppio coinvolgimento che
può durare mesi. Ciò significa
che spesso dal momento in cui un soggetto esprime
una richiesta al momento in cui degli esperti
si riuniscono la prima volta davanti ad un "foglio
bianco", per definire lo schema dei contenuti,
possono passare anche 6 mesi.
Successivamente, a fronte di argomenti più
o meno consolidati, o di complessità
tecniche crescenti, gli esperti mettono a frutto
tutte le loro capacità e le loro conoscenze,
talvolta con la necessità di verificare
con prove sperimentali quanto si vuole fissare
nella norma, e procedono alla stesura del documento.
Spesso si deve ricorrere a gruppi ristretti
con il compito di redigere singoli capitoli
della norma, con la conseguente necessità
di armonizzare ed omogeneizzare il testo completo,
con lunghi lavori di stesura formale. Inoltre,
possono essere necessarie consultazioni allargate,
dove il lavoro condotto nei gruppi viene verificato
da inchieste per corrispondenza, in modo da
consentire anche a chi non partecipa direttamente
ai lavori di intervenire con i propri commenti.
Questa fase di elaborazione può durare
diversi anni, soprattutto se i lavori vengono
condotti a livello globale, dove sono necessari
molti spostamenti degli esperti e per i quali
sono necessari diversi mesi tra una riunione
e l'altra.
Una volta approvato il testo da parte del Comitato
competente si giunge all'inchiesta pubblica
durante la quale il grande pubblico è
chiamato ad esprimersi al fine di ottenere il
consenso più ampio possibile. In CEN
ed in ISO questa fase è preceduta dalla
traduzione nelle lingue ufficiali, e questa
operazione può durare diversi mesi. La
stessa inchiesta deve consentire al mercato
di reperire i testi, di esaminarli e di formulare
dei commenti e perciò sono necessari
dai 2 ai 5 mesi. È, quindi, inevitabile
che l'intera fase possa durare anche un anno.
Naturalmente più sono numerosi i commenti,
più è difficile ordinarli per
esaminarli. Tanti commenti in inchiesta pubblica
sono indice di un lavoro impreciso ed incompleto
da parte del gruppo di lavoro, durante la fase
di elaborazione del progetto, perciò
spesso è preferibile lavorare con maggiore
attenzione nelle fasi iniziali per procedere
velocemente e senza intoppi nella fase finale.
Infatti, sovente la discussione dei commenti
ed il loro inserimento nel testo può
costare molta fatica tra gli esperti per ritrovare
l'equilibrio consensuale ratificato nella prima
fase. In certi casi, addirittura, il nuovo testo
si discosta talmente da quello approvato nella
prima fase, che è necessario procedere
ad una seconda inchiesta pubblica, con l'auspicio
di non ricevere nuovamente tanti commenti. La
fase post-inchiesta può, quindi, richiedere
da alcuni mesi ad alcuni anni a seconda della
complessità dell'intervento.
Finalmente il testo consolidato può essere
pubblicato. Molto spesso sono necessarie fasi
di controllo dei testi, per esempio per allinearli
alle regole di stesura delle norme, e bisogna
procedere a fasi di impaginazione e controllo
editoriale. Inoltre, le versioni finali sono
soggette ad una nuova traduzione nelle lingue
ufficiali.
In CEN è, inoltre, necessario, per le
norme candidate ad essere armonizzate ai sensi
delle direttive europee, avere una valutazione
da parte dei consulenti della Commissione Europea.
Sempre in CEN, ma anche in ISO, è poi
necessario un voto formale per giungere alla
ratifica da parte degli Stati membri, per cui
si procede ad un nuovo giro di consultazione
e di conteggio dei voti che può durare
alcuni mesi.
Questa ultima fase di finalizzazione può
anche impiegare 1 anno a svolgersi.
Sulla base di quanto descritto non ci deve più
sorprendere, quindi, che possano intercorrere
5 anni dal momento in cui si bussa alla porta
della normazione al momento in cui la norma
è pubblicata. E nel corso di questi 5
anni possono cambiare le condizioni evidenziate
nello studio di fattibilità iniziale,
cambiano le disponibilità di risorse,
cambiano le condizioni al contorno, cambia la
tecnologia, e c'è sempre il rischio che
i lavori si fermino e che invece di progredire
facciano passi indietro. Come ha risposto il
mondo della normazione alle critiche sollevate
alla lentezza dei lavori?
I tempi stanno velocemente cambiando. Sia l'UNI,
il CEN e l'ISO si sono attivati per individuare
delle soluzioni, le cui tre principali si possono
riassumere come segue:
" sviluppo della fase di studio (business
plan): i Comitati Tecnici devono dedicare maggior
tempo e risorse allo studio di fattibilità,
individuando le criticità e le potenzialità,
al fine di pianificare con maggior dettaglio
l'attività sulla base delle reali risorse
disponibili;
" definizione delle tempistiche da rispettare
(time frame): l'elaborazione normativa deve
essere inquadrata in uno schema temporale che
deve essere rispettato dei Comitati Tecnici,
con un approccio manageriale alla gestione dei
progetti e dei processi, ed un controllo continuo
da parte degli uffici centrali;
" utilizzo di sistemi telematici di condivisione
dell'informazione (TC server): il processo consensuale
si può basare sulla condivisione di documenti
a livello globale (internet) e della possibilità
di fornire contributi tecnici evitando gli spostamenti
fisici, garantendo le fasi di approvazione con
l'aiuto di sistemi di voto elettronico.
(Articoli tratti ed adattati
da UNIONE dell'UNI)
2. Riunioni degli Organi
di Normazione
2.1 Riunione
della Commissione Centrale Tecnica UNI (30/06(2011)
Nel corso della riunione, tenutasi presso la
sede UNI di Milano,sono stati esposti i risultati
più significativi della prima riunione
dei due Sotto Comitati costituiti nell'ambito
del Comitato Sicurezza. Successivamente vengono
presentati i punti salienti del nuovo Regolamento
del Parlamento Europeo e del Consiglio sulla
Normalizzazione Europea, che entrerà
in vigore il 01/01/2013. Sono stati quindi discussi
e approvati i criteri in base ai quali verranno
rivisitate, in un'ottica della loro ottimizzazione,
le Commissioni Tecniche dell'UNI, in analogia
a quanto già fatto a suo tempo per gli
Enti Federati. Vengono infine discusse e approvate
alcune regole interpretative del Regolamento
per lo svolgimento dell'attività di Normazione
da parte del Sistema UNI.
2.2 Riunione
Commissione UNI "Trasporto guidato su ferro"
In data 11 Maggio 2011 si è tenuta a
Firenze, presso la sede UNIFER, la riunione
plenaria della Commissione Trasporto Guidato
su Ferro (U94).
Durante la riunione è stato esaminati
lo stato di avanzamento delle attività
di normazione nazionale di settore.
Sono stati quindi trattati i temi relativi alla
attività di normazione internazionale
di settore, compresi i collegamenti che questa
ha con le attività sviluppate dalla Commissione
Europea - DG MOVE e dall'ERA, in particolare
per le Specifiche Tecniche di Interoperabilità.
E' stato quindi esaminata e commentata la documentazione
ricevuta dal CEN/TC 256 e relativa al Plenary
Meeting
2.3 Riunione
CEN/TC 256 a Vienna
Nei giorni 10 e 11 Maggio 2011 si è tenuta
a Vienna la 42^ riunione plenaria del CEN/TC256.
Durante la riunione sono stati trattati i seguenti
temi principali:
E' in corso di emissione da parte del CEN/TC
256 una Guida per i Coordinatori ed i Membri
dei WGs che sarà distribuita per rendere
meglio conosciute le regole e le procedure della
normazione europea.
E' in fase di avvio un Survey Group CEN/TC 256
sulle "Urban Rail" che dovrà
definire le esigenze normative del settore.
Un Coordinatore è stato indicato da UITP
e sono in corso di nomina esperti dei diversi
Paesi. Il SG terrà una riunione al mese
ed entro 6 mesi circa concluderà il suo
lavoro.
E' stato proposto di creare un Survey Group
on "Variable Gauges".
L'Italia non dovrebbe avere uno specifico interesse.
La delegazione tedesca ha riproposto un proprio
documento sulle "Migration Rules"
da applicare alle EN. Il tema verrà approfondito,
con un approccio caso per caso.
Riguardo alle problematiche poste per la questione
dei commenti formulati dal CEN/TC256/AG 1 il
rappresentante CEN dichiara che, non essendo
il Gruppo una organizzazione con uno statuto
riconosciuto non può stabilire una liaison
diretta con il TC256 secondo le attuali regole
CEN.
Il CEN studierà una soluzione specifica
per la questione e la proporrà al prossimo
plenary meeting.
EFNDT ha proposto e SC2 ha accettato di costituire
un Survey Group (TC256 + TC138) su Non Destructive
Testing (criteri, tecniche, apparecchiature,
metodi di accettazione, definizione degli intervalli,
certificazione degli addetti, etc.
A breve verrà emessa una Call for Experts,
per la quale si è già acquisito
l'interesse a nominare rappresentanti da parte
di Lucchini RS e di Trenitalia.
Il WG 31 sta preparando un Amendment della EN
15085-1 riguardo alle implicazioni legali della
"manufacturer certification" per le
saldature
Il Segretariato del TC 256 comunica che ad oggi
ha pubblicato 196 ENs relative alle Applicazioni
Ferroviarie.
Il prossimo meeting si terrà in Ottobre
a Bruxelles
3 Riunione
degli Organi Centrali dell'UNIFER
3.1 Riunione Consiglio
Direttivo e dell'Assemblea dei Soci UNIFER (28/06/2011)
Il 28 Giugno 2011 si sono tenute a Firenze,
presso la sede dell'UNIFER, le consuete riunioni
annuali del Consiglio Direttivo e dell'Assemblea
dei Soci UNIFER.
Nel corso degli incontri, dopo una panoramica
sulla situazione normativa di settore a livello
nazionale ed europeo ed una analisi del quadro
associativo e dei rapporti fra UNIFER ed UNI,
si sono trattati temi di specifico interesse
dell'Associazione e sono stati discussi ed approvati,
a termini di Statuto, il bilancio consuntivo
2010 e preventivo 2011.
4 Attività
dell' UNIFER nel periodo 01/01/2011- 30/04/2011
4.1 Riunioni delle SottoCommissioni
UNIFER
- La 4^ Sottocommissione (Presidente l'ing Sergio
Viganò della Metropolitana Milanese),
che si occupa del "Materiale rotabile per
trasporti urbani e suburbani (tranvie, metropolitane,
ferrovie leggere)" si è riunita
il giorno 10/05/2011 a Cirinido (Co) presso
la Società Casram Rail SpA, il 08/06/2011
a Firenze presso la sede dell'UNIFER e il 14/07/2011
a Roma presso il Ministero delle Infrastrutture
e Trasporti.
Sono proseguiti i lavori per
il progetto U94.04.027 "Metropolitane e
tranvie. Materiale rotabile per metropolitane
e tranvie. Sistemi di registrazione dati di
bordo"
- Riunioni del Gruppo di
Lavoro "Sicurezza nelle gallerie"
Si sono svolte in data 27/06/2011
e 20/07/2011 presso la sede fiorentina di Italcertifer
due riunioni del GdL che si occupa della definizione
degli aspetti di detezione ed estinzione incendio
correlati con i contenuti del DM sulla Sicurezza
delle Gallerie Ferroviarie, relativamente alla
parte materiale rotabile.
Gli esperti che partecipano ai lavori hanno
convenuto sulla struttura del documento da produrre,
in forma di Linea Guida, e stanno procedendo
alla prima stesura delle diverse parti che lo
costituiscono.
5. Informazioni sulla
Normativa Tecnica
UNI EN ISO 3381
"Applicazioni ferroviarie. Acustica. Misurazione
del rumore all'interno di veicoli su rotaia"
UNI EN
13044-1 "Unità di carico
intermodali. Marcature. Parte 1: Marcatura di
identificazione"
UNI EN
13044-2 "Unità di carico
intermodali. Marcatura. Parte 2: Marcature di
casse mobili per l'esercizio ferroviario"
UNI EN
13044-3 "Unità di carico
intermodali. Marcatura. Parte 3: Marcatura di
semi-rimorchi per l'esercizio ferroviario"
UNI EN13261
"Applicazioni ferroviarie. Sale montate
e carrelli - Assi. Requisiti del prodotto"
UNI EN13262
"Applicazioni ferroviarie. Sale montate
e carrelli. Ruote. Requisiti del prodotto
UNI EN
13674-1 "Applicazioni ferroviarie.
Binario - Rotaia. Parte 1:Rotaie Vignole da
46 kg/m ed oltre"
UNI EN13749
"Applicazioni ferroviarie. Sale montate
e carrelli. Metodo per specificare i requisiti
strutturali del telai per carrelli"
UNI EN
13977 "Applicazioni ferroviarie.
Binario. Requisiti di sicurezza per macchine
portatili e carrelli per la costruzione e la
manutenzione"
UNI EN
13979-1 "Applicazioni ferroviarie.
Sale montate e carrelli. Ruote monoblocco. Procedura
per l'approvazione tecnica. Parte 1: Ruote laminate
e fucinate"
UNI EN
14033-1 "Applicazioni ferroviarie.
Binario. Macchine per la costruzione e la manutenzione
della infrastruttura ferroviaria. Parte 1: Requisiti
tecnici per la circolazione"
UNI EN
14535-1 "Applicazioni ferroviarie.
Dischi del freno per il materiale rotabile ferroviario.
Parte 1: Dischi del freno calettati o montati
su un asse o albero motore, dimensioni e requisiti
di qualità"
UNI EN
14535-2 "Applicazioni ferroviarie.
Dischi del freno per il materiale rotabile ferroviario.
Parte 2: Dischi del freno montati sulla ruota,
dimensioni e requisiti di qualità"
UNI EN
15085-3 (gennaio 2008) Errata corrige
"Applicazioni ferroviarie. Saldatura dei
veicoli ferroviari e dei relativi componenti.
Parte 3: Requisiti di progetto"
UNI EN
15220-1 "Applicazioni ferroviarie.
Indicatori di frenatura. Parte 1:Indicatori
di frenatura ad azionamento pneumatico"
UNI EN
15595 "Applicazioni ferroviarie.
Sistemi frenanti. Sistema antipattinamento"
UNI EN
15663 (ottobre 2009) Errata corrige "Applicazioni
ferroviarie. Definizione delle masse di riferimento
dei veicoli"
UNI EN
15734-1 "Applicazioni ferroviarie.
Sistemi frenanti per treni ad alta velocità.
Parte 1: Requisiti e definizioni"
UNI EN
15734-2 "Applicazioni ferroviarie.
Sistemi frenanti per treni ad alta velocità.
Parte 2: Metodi di prova"
UNI EN
15807 "Applicazioni ferroviarie.
Mezzi di accoppiamenti pneumatici"
UNI EN
15827 "Applicazioni ferroviari.
Requisiti per carrelli e trasmissioni"
UNI EN
15892 "Applicazioni ferroviarie.
Emissione del rumore. Misurazione del rumore
all'interno delle cabine di guida"